
il corto
Corto, non
banale.
Il corto è il giro più breve, non il più facile da dimenticare. Da Agliè si sale verso i massi erratici di Vialfrè e si torna giù tra le vigne di Erbaluce.
Sterrato, un ristoro, le pietre lasciate dai ghiacciai e il bianco del Canavese lungo la via. Trentaquattro chilometri, ma nel mondo giusto.
Meno distanza degli altri, stessa giornata — e la stessa agnolottata alla fine.
La traccia.

Cosa aspettarsi.
Si parte da Piazza Castello, sotto il castello ducale. Trentaquattro chilometri, tutti da godersi.
Ristoro subito, sotto il borgo col castello sulla collina. Due chiacchiere e si riparte.
Il sentiero tra i massi erratici di Vialfrè, le pietre lasciate qui dai ghiacciai. Quelle che danno il nome a tutto questo.
Ultimo tratto tra i filari dell'Erbaluce, il bianco storico del Canavese. Profuma già di arrivo.
Si torna in piazza. Meno fatica degli altri, stessi agnolotti. Nel piatto nessuno guarda il tuo percorso.
Vuoi restare
fuori di più?
Se il corto ti sta stretto, puoi scegliere di gravellare su altri due percorsi.
Il giro regina. Una giornata intera fuori strada, dai laghi morenici della Valchiusella fino ai massi erratici. Per chi vuole restare fuori più a lungo.
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Il giusto mezzo: dalla Dora Baltea al castello di Mazzè e ritorno. Per chi vuole vivere Erratico fino in fondo, senza affrontare la distanza del lungo.
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