
il corto
Corto, non
banale.
Il corto è il giro più breve, non il più facile da dimenticare. Da Agliè si sale verso i massi erratici di Vialfrè e si torna giù tra le vigne di Erbaluce.
Sterrato, un ristoro, le pietre lasciate dai ghiacciai e il bianco del Canavese lungo la via. Trentacinque chilometri, ma nel mondo giusto.
Meno distanza degli altri, stessa giornata — e la stessa agnolottata alla fine.
La traccia.

Cosa aspettarsi.
Via da Piazza Castello, sotto il castello ducale. Registrazione dalle 9.00, partenza alla francese dalle 10.00.
Nel parco del Castello Datrino e tra i muri dipinti del borgo. Poi il bosco si fa croccante: attenzione.
Il terrazzo geologico di Kame, su una vecchia strada nel bosco tra Torre e Vialfrè.
Il Sentiero dei Massi erratici di Vialfrè, le pietre che danno il nome a tutto. A doppio senso: occhio a escursionisti e biker.
Frazione di San Giorgio, tra i vigneti: ristoro ufficiale dalle 11.00 alle 13.30.
Ultimo tratto tra i filari di Erbaluce, il bianco storico del Canavese. Profuma già di arrivo.
Si torna in Piazza Castello. Meno fatica degli altri, stessi agnolotti: dalle 12.30 alle 18.00.
Il giorno
dell'evento.
Orari.
Ristoro.
Il Canavese è "croccante": alcuni tratti hanno fondo sconnesso e sassoso. Monta gomme adatte al fuoristrada, scegli il percorso in base a bici e gambe, e nelle discese sassose vai piano — se un tratto non ti convince, falla a piedi.
Norme di sicurezza.
- Le strade restano aperte al traffico: rispetta sempre il Codice della Strada.
- Massima prudenza negli incroci e nei tratti condivisi con altri o con i pedoni.
- Segui sempre la traccia GPX.
- Casco obbligatorio. Consigliati kit di riparazione e camere d'aria di scorta.
Vuoi restare
fuori di più?
Se il corto ti sta stretto, puoi scegliere di gravellare su altri due percorsi.
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